sarabakanashimi: (tardis burning)
[personal profile] sarabakanashimi
Titolo: Mad as a Hatter
Autori: [livejournal.com profile] fiorediloto e [livejournal.com profile] sarabakanashimi
Fandom: Originale
Parte: 1/2
Rating: PG (giusto per scrupolo)
Pairing(s): Uno, nessuno e centomila
Warning(s): Presenza di formaggi vari, ma niente marmellata oggi (solo ieri e domani)
Conteggio parole: 13591 (word)
Sommario: In una realtà sospesa tra la dimensione reale e l'onirica, fuori dal tempo e dallo spazio, si svolge la stravagante vicenda di 25 e 26, ospiti di una clinica psichiatrica con la passione per la corrispondenza e nessun interesse se non scriversi l'un l'altro tutto il giorno. Di lettera in lettera l'identità del mittente e del destinatario mutano senza soluzione di continuità, cambiano e si trasformano, saltellando instancabilmente di personaggio in personaggio, di maschera in maschera; reali alcuni, inventati altri, altri ancora letterari, tristi, allegri, drammatici, surreali o anche solo malinconicamente se stessi. Nelle lettere c'è posto per tutti: per la signora Pina che scrive al vicino di fare meno chiasso, per il giocatore di D&D che chiede in sposa la sua bella mezzelfa, per la Lepre Marzolina che ricorda al Cappellaio che è l'ora del tè. E anche se la realtà aspetta silenziosa ai margini della follia il momento buono per riprendere possesso delle loro vite... c'è sempre tempo per un'altra lettera prima dell'ora d'aria.
Fanart: Mad as a Hatter di [livejournal.com profile] dylan_mx
Note: Scritta sputando sangue per il primo BigBang Italiano! Maggiori informazioni @ [livejournal.com profile] bigbangitalia :D


Mad as a Hatter

Il gentile lettore che vorrà accostarsi al presente saggio, steso con mirabile precisione e attenzione per i dettagli dalle esimie Dottoresse Lauren Von SchwarzKopff e Pauline Diefenbach, noterà come le due studiose si siano prodigate nell’esaminare le pliche e le plaghe più nascoste della mente umana.
Cosa rende ognuno di noi un individuo a sé stante, perfettamente riconoscibile e separabile dagli altri? E cosa può portarci a confondere la nostra identità, a renderla mutevole come una cartina al tornasole?
Quali eventi possono inclinare il nostro orizzonte mentale, rifletterlo come se posto di fronte ad uno specchio, curvarlo e distorcerlo?
A questa e a molte altre domande il presente studio pone diverse interessantissime risposte.
Mi sento quindi estremamente onorato di potervi apporre, di mio pugno, un modesto segno della mia approvazione – questa prefazione.


Auspico una proficua e piacevole lettura,
Sigmund Freud


*



Caro 26,

è con piacere che accludo a questa lettera alcuni schizzi. Si tratta di bozze di tavole anatomiche relative agli esemplari che ho potuto esaminare sul posto.
Come noterà, si tratta per lo più di mus musculus linnaeus e di blattodee di diverse specie.
Ritengo che queste scoperte siano di straordinaria importanza per l’intero consesso scientifico. L’inserimento delle specie analizzate all’interno dell’ordine tassonomico causerà non poche discussioni ma sul lungo periodo constituirà una risistemazione da tempo auspicata e attesa. Troppe volte infatti una specie ha ricevuto più nomi, essendo stata scoperta da più scienziati in parti diverse del mondo o, se nello stesso posto, condannati dalla mancanza di un catalogo veramente esaustivo della vita sulla Terra ad una parziale ignoranza e totale confusione.
Non nego di essere alquanto fiero dei presenti ritrovamenti. Non dubito che lei sarà in grado di carpirne l’importanza dal punto di vista della tassonomia, ma mi riservo di aggiungere una postilla personale al clamore della scoperta.
In gioventù, infatti, armato più di belle speranze che di nozioni ed esperienza, scoprii per puro caso un giacimento di antichissimi fossili. Si trattava, stento a crederlo io stesso, di interi banchi di stromatoliti, minuscoli organismi che ai profani possono sembrare affini ai coralli e che di fatto rappresentano una delle prime manifestazioni della vita sul nostro amato pianeta, se non la forma di vita che ha reso possibile lo sviluppo di organismi superiori.
Tuttavia, per la fretta e l’eccitazione di avvicinarmi al giacimento, misi un piede in fallo e caddi rovinosamente, incastrandomi tra due rocce sporgenti.
Un mio collega accorse lesto al mio richiamo ma altrettanto velocemente si rese conto di cosa giacesse pochi metri sotto di me. Il suo tragitto verso i soccorsi fu notevolmente più veloce di quanto non sarebbe stato se si fosse trattato soltanto di recuperare un giovane studioso incauto.
A causa di una brutta frattura fui costretto in casa per più di un mese.
Al mio riemergere nel mondo esterno, venni a conoscenza – e non posso negare di essermelo aspettato – che il mio caro collega aveva infatti presentato un articolo sulle mie stromatoliti presso la comunità scientifica, privandomi del titolo di scopritore della vita.
Uno smacco che avrebbe scosso uomini di fibra più forte della mia.
Giunto a questo punto temo di aver esagerato nell’esporre pubblicamente la mia sfortuna, pertanto la prego di perdonare il mio sfogo e di considerare soltanto la parte strettamente accademica di questa missiva.

Distinti saluti,
Dr. William Schopf

*



Mio carissimo, dolcissimo, preziosissimo William,

che magnifiche storie mi racconti nelle tue lettere! Che spaccati di vita! Che coraggio, e che virtù! Non posso negare di attenderle sempre con trepidazione. Quando i passi del cameriere (o dovrei dire carceriere? Questo albergo mi sembra talvolta una prigione, tanto mi tiene lontano da te, che pure sei così vicino!), quando i passi del cameriere, dicevo, arrestano di fronte alla mia porta il loro incessante andirivieni, il cuore si ferma anch’esso nel mio petto, e mi rintano con la faccia nel cuscino per timore che, se la fisserò troppo a lungo, la buca delle lettere resterà vuota. Ma che gioia poi, quando la tua missiva cade frusciando sul pavimento! Allora corro a raccoglierla, e quasi la bacerei, se non avessi timore che quelli che ci guardano potessero malinterpretare (maligni!) e magari congiurare di tenerci ancora più lontani di quanto già non facciano. Tale sarebbe la portata della loro invidia!
Ma parlavo della tua ultima. Non sai quanto dolore mi abbia procurato apprendere dell’incidente che ha così danneggiato la tua brillante carriera scientifica, e che rabbia per l’amico fedifrago che si approfittò della tua buona fede nel momento del bisogno! Non ti nasconderò, mio adorato, che dopo aver letto sono rimasto per più di un’ora in uno stato che non esito a definire di gelida furia. Se solo fossi stato al tuo fianco in quel frangente...! Adesso tutto il mondo saprebbe di dovere la scoperta dell’origine della vita a te e a te solo.
Ma non voglio lasciarti credere che la tua lettera mi abbia ispirato solo sentimenti così tetri. Al contrario, essa mi ha davvero ispirato, nel senso migliore del termine! Grazie ai tuoi disegni (li ho tratti fuori dalla busta e ora li tengo sul mio comodino), ho la trama del mio nuovo romanzo. Sarà la storia di una fanciulla malata di un morbo incurabile, che comunica col suo innamorato fuori dalla clinica dalla quale non può uscire grazie all’aiuto di un piccolo topolino selvatico, il suo unico amico, che opera da messaggero tra i due amanti.
Credo che alla fine la forza dell’amore la guarirà, ho già qualche idea sulla scena del matrimonio.
Attendo la tua prossima con ansia. Non farmi aspettare! Ogni secondo è una tortura.

Con amore,
Madame Pilcher

*



Per Madame Pilcher:

Sei una stronza, una puttana e aspetto il momento di conoscerti per sputarti in faccia. Io ti denuncio, ti rapisco e ti nascondo dove nessuno potrà trovarti finché non poni rimedio al male che hai fatto.
Tu non ti rendi conto di quello che significa per me la storia di Everard, non capisci cosa vuol dire vederlo piombare nelle mani di quella… quella… quella troia!
Poteva avere tutto, una carriera promettente come concertista, una fidanzata bella, colta e intelligente che erediterà l’impero di famiglia, dei figli bellissimi e pieni di talento e invece? E invece?!
Invece tu, donna di facili costumi tu, messalina, hai fatto arrivare quella… quella cosa. Malaticcia, piagnucolosa, petulante e possessiva.
Gli hai tolto ogni volontà di lavorare e di curarsi, guardalo, è diventato una larva, sempre al capezzale di quella svampita.
E per quanto riguarda Stuart? SAI COSA SI PROVA A MORIRE AVVELENATI? NO DICO, LO SAI?
PERCHÉ TU NON LO SAI E QUINDI NON TI DEVI PERMETTERE DI TRATTARE COSI IL POVERO STUART.
Non quando è il personaggio più importante della tua saga, l’unica cosa che mantiene la tua roba nelle classifiche.
Sai come l’hanno definito sul giornale, lo sai? Lo sai? “SPRECO DI ALBERI, USARE COME CARTA IGIENICA”.
Definizione perfetta.
Verrò a prenderti, stronza.
Inutile che cerchi di fuggire. So dove sei e ti tengo sotto controllo.

Un ammiratore deluso

*



Gentilissima Madame Pilcher,

spero che questa lettera le arrivi prima dell’altra da me inviata. Se per caso dovesse leggere prima l’altra la prego di non credere ad una sola parola di quanto ho scritto.
Purtroppo sono stato colto da un attacco di rabbia del tutto ingiustificato leggendo i colpi di scena perfettamente orchestrati nel suo ultimo romanzo - ‘Lezioni di piano, lezioni di vita’ - e mi è stato molto difficile reggere il colpo.
Vede, lei era la scrittrice preferita di mia madre, buonanima. La povera donna era molto anziana e non vedeva più molto bene, quindi ero solito sedermi accanto al suo letto e leggerle le sue splendide parole. Riuscivano sempre a darle un sorriso, mentre immaginava di essere l’eroina di un suo romanzo.
Purtroppo quando la mamma è venuta a mancare mi è rimasto soltanto il conforto dei suoi beni materiali – le scrivo usando la sua carta da lettera profumata alla rosa – e una pila di romanzi firmati appunto Pilcher.
Li ho letti tutti daccapo, assaporando ogni minimo dettaglio, ogni piccola sfumatura nella caratterizzazione dei personaggi, fino a ricostruirli nella mia mente come persone complete, quasi dotate di vita propria.
Non mi vergogno di confessare che a volte, se la solitudine mi prende, finisco per parlare con i suoi personaggi come se fossero con me nella stanza.
Everard è il modello di uomo che non ho mai avuto, oltre ad essere particolarmente affascinante.
Stuart non è che un topolino, ma è, penso, uno dei suoi personaggi più riusciti. Quando ho letto del fato riservato ad entrambi non ci ho visto più dalla rabbia.
La prego ancora di scusarmi per la mia maleducazione. Nel caso in cui volesse sporgere denuncia, non potrò che accoglierla come una giusta punizione per la mia sventatezza.

Con le mie scuse più profonde,
Un ammiratore pentito

*



Gentile Ammiratore Pentito,

le scrivo per l’ennesima volta per la questione della quota condominiale di giugno. In questi ultimi mesi ho provato a contattarla telefonicamente numerose volte, ma senza risultato; le ho inoltre inviato diverse lettere e raccomandate alle quali Lei non ha risposto. Devo informarla, sig. Pentito, che la mia pazienza è giunta al termine, e nel caso Lei non si decidesse a conciliare intendo fare ricorso alle forze dell’ordine. Mi rammarico di dover ricorrere a misure così drastiche, ma anche Lei si renderà conto che la situazione è diventata molto spiacevole e pertanto non mi resta altra scelta.

In fede,
l’Amministratore di Condominio

P.S. C’è da valutare, peraltro, anche la storia del topo domestico della sig.ra Cheesewick, la cui tragica dipartita è, a detta della signora, direttamente imputabile alla fatale indigestione di gorgonzola per la quale Lei avrebbe fornito la materia prima. Credo sia utile farle presente che la sig.ra Cheesewick è inconsolabile e tutto il condominio si aspetta che Lei intervenga per riparare, sia pure nei limiti del possibile, al danno materiale e morale. Nessuno, d’altra parte, crede che la sostituzione della salma di Stuart con un ratto di fogna scarsamente somigliante, e il successivo ritrovamento del corpicino in un tubo di scarico dell’impianto idraulico, siano da imputare alla Sua persona, ma come può ben immaginare tutto ciò non ha contribuito ad alleggerire la già tesa atmosfera del condominio.

*



Per il dottore Amministratore

Sono Peppino Saltaformaggio, il salumiere al piano terra. Mi è arrivata una carta dell’ultima cosa, lì, la riunione di condominio. L’ho usata per incartare mezzo chilo di casu marzu. Io ci volevo dire, al signor Amministratore, che i formaggi di Peppino Saltaformaggio sono i più freschi del mondo, fatti con le mie mani e piedi.
Nessun topo o cristiano è mai morto dopo mangiato un formaggio di Saltaformaggio!
Anzi, ci volevo dire al dottore amministratore, che i formaggi di Peppino sono esportati in America!
Quindi, dottore, mi dichi lei se è possibile che il topo della signora Cisvicchi è morto per causa del mio formaggio, me lo dichi lei che è un laureato!
Io ho fatto solo la terza media, ma una cosa so fare ed è fare il formaggio, quindi non sopporto nessun insulto alla qualità dei miei prodotti.

Buone cose,
Peppino Saltaformaggio

Piesse: ci volevo dire alla signora Cisvicchi che la aspetto per la sua ordinazione mensile di formaggi misti. La visita di una persona così interessata al mondo dei formaggi è una grande gioia per me, che non sono imparato, ma so fare quello che faccio. La ringrazio, signora Cisvicchi.

*



Signor Peppino,

Le scrivo rispettosamente dal Banco Salumeria Numero Uno, angolo destro in fondo, ex area Cotti & Mortadelle. Spero vivamente che non intepreterà questa mia come un atto di eccessiva e irragionevole invadenza, ma temo di non poter più restare in silenzio. Si tratta ormai di una questione di mera sopravvivenza, di – con un’espressione in voga di questi tempi nel reparto Mozzarelle – di vita o di morte.
In seguito alla Sua decisione del 3/9 corrente anno di spostarci nella zona Formaggi, i miei fratelli ed io non abbiamo più avuto pace. Lungi da me criticare la ratio di tale scelta. Nessuno di noi negherà che la zona Formaggi è, con incontestabile evidenza, la più prossima all’Affettatrice, che d’altra parte è una signora anziana cui tutti siamo affezionati, e che soffrirebbe troppo per un eventuale spostamento dalla sua ubicazione sul Tavolo. Nessuno intende altresì lamentarsi per la comodità della zona Formaggi stessa, che è anzi estremamente fresca e confortevole, forse ancor più della nostra precedente collocazione.
Ciò di cui dobbiamo lamentarci, però, è la compagnia. La vicinanza di alcuni colleghi, ardua fin da principio, si è rivelata a distanza di qualche tempo semplicemente intollerabile. Non mi riferisco, naturalmente, alle gentilissime signorine Mozzarelle, né al distinto signor Asiago, né tantomeno al giovane Primosale. Neanche il signor Gorgonzola, con la sua pur triste storia personale, ha mai creato alcun genere di problema. Tuttavia non è possibile convivere oltre – e qui mi scuserà se faccio nomi e cognomi – con il signor Provolone e il suo “compare” Pecorino. Abbiamo tentato di continuare a svolgere il nostro lavoro come sempre, ma è stato tutto inutile. Debbo purtroppo farLe presente che proseguire su questa strada porterà a un solo risultato: una decisa perdita di freschezza e un marcato inacidimento nei rapporti tra noi colleghi.
La prego perciò a nome di noi tutti di prendere seri provvedimenti per far fronte alla situazione. Una completa reversione delle aree Formaggi e Salumi potrebbe forse sembrare una soluzione troppo drastica, ma rispettosamente mi permetto di avanzare comunque il suggerimento, sperando in una Sua positiva accoglienza.

Rispettosamente,
Prosciutto Cotto 26

*



Signor Peppino,

Le scrivo la presente per informarLa che il reparto Freschi & Spalmabili non è più soggetto, come in passato, alle disdicevoli incursioni notturne del misterioso rapinatore della famiglia dei Muridi. Tutti noi del reparto vorremmo pertanto vivamente ringraziarLa per aver posto fine alla tirannia di quell’orribile soggetto, che per mesi ha portato timore e ansia e traumatizzato i nostri colleghi più teneri.

In fede,
Cav. Camoscio d’Oro

*



All’attenzione di Sir Honey Cured Ham, Esq.

Mio caro signore,
ritengo di essere giunto alla conclusione dell’increscioso caso da lei sottoposto alla mia attenzione. La prego quindi di volermi incontrare presso la locanda ‘Fishmonger’s Brew’ al numero 26 di Fishmonger’s Alley per discuterne di persona.
La faccenda è, infatti, troppo seria e pericolosa per essere esposta via lettera.

Sinceramente suo,
Sherlock Holmes

*




L’incontro al vertice ha luogo su una panchina del parco, durante l’ora d’aria.
Un uomo sulla quarantina, con in testa un cappello da cacciatore di cervi e in bocca quella che vorrebbe essere una pipa ma è soltanto un fischietto di plastica, di quelli con una lunga coda che si srotola quando si soffia all’interno, si avvicina alla panchina, controlla che sia priva di polvere, e vi si siede. Ha l’aria molto impegnata, mentre dispiega un quotidiano stazzonato – con la data di due anni prima – e controlla con attenzione gli annunci personali.
Un altro uomo, leggermente più giovane, si avvicina di corsa alla panchina. È spettinato e ha il fiatone.
Signor Holmes,” dice, attirando l’attenzione dell’uomo seduto.
“Precisamente. Ho il piacere di parlare con Sir Honey Cured Ham?”
“No, signore,” risponde l’uomo, cavando dalla tasca un fazzoletto ingrigito e utilizzandolo per asciugarsi la fronte, “purtroppo non sono l’uomo che cerca.”
“Allora non so che dirle,” risponde l’investigatore, alzandosi e spolverandosi il fondo dei calzoni. “Spero si renda conto che mi sta facendo perdere del tempo prezioso.”
“Sono qui per conto di Milord, signor Holmes. Il mio padrone è stato trattenuto da un increscioso incidente con un’affettatrice.”
“Ah, singolare contrattempo.” L’uomo col berretto torna a sedersi, lo sguardo fisso su qualcosa che luccica nel terreno ad un paio di metri. Non si volta a guardare l’altro.
“Purtroppo il mio povero padrone non potrà muoversi per un po’, e quindi mi ha mandato qui in sua vece. La prego di riferire a me l’esito delle sue indagini come se lo stesse riferendo al mio padrone.”
‘Holmes’ mordicchia il cannello del fischietto con aria meditabonda, fa una smorfia e riprende a parlare con evidente disgusto.
“Avrei preferito parlare con Sir Ham, ma mi vedo costretto a far di necessità virtù. Innanzitutto, il topo è penetrato nei locali da un piccolo foro nella parete. La parete in fondo al reparto Salumi, per l’esattezza. Il foro è stato scavato dal minuscolo malfattore nel corso di una serie di ‘sedute’, per così dire, per lo più a notte fonda, quando la bottega era chiusa.
Una volta entrato – come attestano le piccole orme nell’angolo più vicino al foro, dove il pavimento viene lavato con minore frequenza – il muride ha trovato un modo di salire sul bancone dei salumi, arrampicandosi lungo il muro aspro, a scorza di arancia, con il dorso appoggiato alla gamba di una sedia. Ho trovato pezzettini di unghia secca presso il piede della sedia stessa. Il topolino, di nome Stuart, era di proprietà della signora Cheesewick, residente al secondo piano dell’abitazione al numero 25 di Cheddar Crescent, ed è stato trovato morto il 2 settembre scorso. La bestiola è stata apparentemente avvelenata con del gorgonzola misto a veleno per topi. Di entrambe le sostanze ho potuto ritrovare ampie scorte semplicemente cercando nel posto giusto. Non è inoltre irragionevole per un salumiere conservare nel proprio ripostiglio dell’insetticida e del veleno per topi.
Tuttavia il padrone della salumeria, tale Peppino Saltaformaggio, era in ottimi rapporti d’amicizia con la signora Cheesewick e con il piccolo Stuart, pertanto va escluso dai possibili sospetti.
In breve, il colpevole è l’amministratore di condominio.”
L’uomo seduto accanto all’investigatore ha un moto di sorpresa.
“… signor Holmes, l’amministratore del condominio ‘Cheddar Court’ sono io.”
‘Holmes’ emette una risatina chioccia, soddisfatta, e si alza in piedi.
“Proprio così. Tragga le debite conclusioni.”
Così dicendo, inizia ad allontanarsi lentamente, fischiettando con le mani in tasca.
L’altro uomo resta seduto per un po’, come assorto in meditazione, finché una campanella lontana non l’avvisa che l’ora d’aria è terminata, meglio tornare dentro.


*



Amico mio,

Ormai avrete udito molte cose. Che le mie mani sono sporche di sangue innocente; che l’avidità e la crudeltà sono stati i miei moventi. Vi prego, in nome della nostra amicizia, non credetelo! Avete la mia parola che tutto ciò non è che una sporca congiura, un inganno, una cospirazione messa in piedi per screditarmi di fronte all’opinione pubblica. E più importante ancora, di fronte a voi, amico mio. I nostri nemici sanno che tra di noi...

[tre righe sono state furiosamente coperte da una serie di scarabocchi a penna, tanto da renderle illeggibili]

... che per il momento non posso muovermi dal mio rifugio. Quell’uomo mi sta addosso. Sento il suo fiato sul collo ogni momento. Quando lascio la mia stanza, egli mi osserva. Quando vi rientro, posso sentire il suo sguardo guatarmi a distanza, i suoi terribili, freddi occhi grigi e il profumo nauseante della sua pipa seguirmi fin dentro le ossa. Sono certo che abbia occupato la stanza accanto alla mia al solo scopo di spiarmi. Se fuggissi ora, lo saprebbe, e darebbe subito l’allarme ai suoi compari. Come, non lo so: ma state pur certo che è un uomo formidabile, pieno di risorse, forse il nemico più tremendo che abbia mai conosciuto. Ma non temete, amico mio: neanche egli può muoversi da questo posto. È sorvegliato notte e giorno proprio come me.

Amico mio, vi rivelerò un segreto: progetto di abbandonare il mio rifugio e tornare presto, molto presto, per vendicarmi dei miei nemici. Dei nostri nemici. Quelli che ci hanno fatto questo. I veri assassini di Stuart, le cui bocche bugiarde hanno osato aprirsi per spargere infami calunnie sul mio conto. Quel giorno, sarete al mio fianco?

Vostro,
James M.

*



Gentilissimo Signor James M.,

mi permetto di scriverLe nonostante non abbia avuto il privilegio di fare la Sua conoscenza, poiché è mio dovere interessarmi della salute della Sua anima.
Mi chiedevo se potesse accordarmi pochi minuti del Suo prezioso tempo, minuti che dovrebbe già dedicare alla cura del Suo mondo interiore.
Signor M., lei crede nella Bibbia?
Ritiene che la lettura dei Testi Sacri potrebbe apportare un miglioramento alla Sua vita?
Leggendo le parole sacre lasciateci dai nostri padri e, prima di loro, dal Padre di tutto e tutti, non crede che potrebbe raggiungere una tale illuminazione da non soffrire più delle meschine preoccupazioni terrene?
Non ritiene, forse, che potrebbe infine liberarsi dall’ossessione che affligge i Suoi giorni?
Perché, signor James M., io so che Lei è fortemente ossessionato da qualcosa, qualcosa che non Le permette di essere tranquillo neanche quando è seduto comodamente nella Sua stanza.
C’è qualcosa o qualcuno che La osserva e La spia. Qualcosa che non intende lasciarLa in pace.
Si fidi di me, signor James M., posso portarLa sulla via della salvezza.

Un amico

*



All’attenzione del sig. Amministratore Centrale della Chiesa Fiorente, dott. Illuminato.

Caro Padre Illuminato,

ho seguito il suo consiglio e cercato risposta ai miei dubbi nella lettura dei Testi Sacri. La risposta, come mi anticipava, era effettivamente lì sotto i miei occhi! Sapesse quanto mi sono sentito sciocco al ripensare alla mia vita passata. Ho camminato nelle tenebre per così a lungo che non credevo la luce della verità sarebbe stata così brillante. Non so davvero come ringraziarla per aver portato questo tesoro nella mia vita.
Il Libro Quinto, in particolare, si è rivelato fonte inesauribile di indicazioni e consigli utili alla risoluzione di ogni mio problema. Adesso lei non mi dice più che non sono in grado di soddisfarla e non racconta alle sue amiche che la misura mini dei condom mi va larga: il programma Penis Enlargement di pag. 69 e sgg. ha fatto il miracolo! Adesso è così lungo che posso grattarmici la fronte, e non ho più bisogno di vedere le foto di Obama nudo per incitarmi alla virilità; posso penetrare il suo dolce fiore quattro, cinque, dieci volte al giorno senza stancarmi mai! Tutte le sue amiche sono invidiose, le donne mi lanciano occhiate lascive al pacco mentre cammino per la strada e anche la colf e la figlia della badante del piano di sopra hanno messo gli occhi su di me! Adesso duro per ore, e alla fine è lei a chiedermi pietà!
Se non avessi ricevuto la sua email, Padre Illuminato, non so proprio cosa avrei fatto. La mia vita era un deserto prima di conoscerla.

Distinti saluti,
Un fedele cliente

*



Gentile Signor Rocco Solfrizzi,

sono l’inquilina del piano di sotto, la signora Pina Vukotic.
Volevo farle i miei auguri per la pronta guarigione. Senza dubbio, per un uomo giovane come lei la sindrome di cui soffriva doveva essere un grosso peso.
Mi permetto però di farle una piccola osservazione (piccola soltanto in quanto… breve, ma senza alcun riferimento al problema da lei riscontrato).
Come lei ben sa sono nonna di una babb… bambina piccola.
La bambina va e viene da casa mia liberamente e spesso gioca sulle scale insieme ad altri prim… bambini. Mi chiedevo quindi se potesse evitare di girare completamente nudo, poiché la babb… bambina è venuta a chiedermi se gli uomini sono gli elefanti (se sono, dunque, dotati di una proboscide prensile). Come può immaginare non ho saputo cosa risponderle, poiché la piccola babb… la mia nipotina non ha che otto anni.
Volevo inoltre chiederle di applicare dei comodi feltrini al retro della testiera del suo letto, poiché di notte la sento sbattere contro la parete e il rumore mi rende isterica.
Di giorno non ci faccio caso, ma di notte preferirei riposare, sa.
Infine, mia sorella, che abita nel palazzo di fronte, al suo stesso piano, le invia queste tendine cucite a mano, perché lei le usi per oscurare le sue finestre.
Sa, mia sorella ha recentemente preso il velo e penso che sarebbe il caso di evitare di turbarla eccessivamente.
La ringrazio ancora per l’attenzione e mi scuso per il disturbo, aggiungendo ancora una volta i miei migliori auguri per la miracolosa guarigione.

Sua,
Pina Vukotic

*



Cara Pina,

oggi per la prima volta il Signore ha messo sul mio cammino quella splendida persona del nostro vicino, l’inquilino del piano di sopra. Che incontro fortunato! Come ti informavo nella mia ultima, oggi le altre sorelle ed io dovevamo recarci al nuovo convento delle Suore Gaudenti che ha aperto in via Bordonazzi, vicino alla stazione marittima. È un luogo molto pio, cara Pina, ma necessita ancora del nostro aiuto e del nostro sostegno così da diventare ancora più accogliente. Questa mattina, però, Sorella Kevin e Sorella Stuart mi hanno avvisato all’ultimo momento che non sarebbero potute venire con me (la Madre Superiora aveva ordinato loro un turno supplementare di preghiere e penitenza), così mi sono recata da sola alla fermata dell’autobus. E mentre attendevo il mezzo, chi ti incontro se non il nostro caro vicino il sig. Solfrizzi? Naturalmente l’ho riconosciuto subito. È stato gentilissimo! Non appena ha scoperto la mia meta si è subito offerto di accompagnarmi in via Bordonazzi. Anche lui aveva da fare da quelle parti, mi ha detto, ma io credo che l’abbia fatto solo per non mettermi in imbarazzo, e che in realtà da vero cavaliere abbia abbandonato i suoi impegni per accertarsi che arrivassi sana e salva a destinazione.
Sull’autobus abbiamo chiacchierato come se ci conoscessimo da sempre, e se non fosse stato che dove ci trovavamo noi era un po’ affollato (tutte queste signore e signorine!), il viaggio sarebbe potuto durare all’infinito, tanto era piacevole.
Lo sapevi che il sig. Solfrizzi si è convertito di recente? A vederlo non lo sospetti, ma in realtà è un’anima cara e pia e tanto, tanto spirituale. Di recente ha letto tutte le Sacre Scritture, dall’inizio alla fine. Dice che gli hanno cambiato la vita. Ah, quant’è vero! È stato così anche per me, gli ho detto. Abbiamo tante cose in comune. Mi ha invitato a leggere qualche passo insieme a casa sua, un giorno di questi. Penso che ci andrò. Che cara persona!

Saluti,
la tua affezionata sorella Randall

*



Sorella Randall dell’ordine del Sacro Baffo,
datemi la vostra benedizione.
Mi appresto a partire alla volta degli scogniti territori a nord del regno di mio padre, per una missione che, una volta compiuta, mi porterà non solo onore e gloria, ma anche il riconoscimento della sopraggiunta maggiore età.
Come forse saprete, i giovani del nostro regno devono sottoporsi ad una prova di coraggio e destrezza una volta giunti all’età adatta.
Negli anni precedenti, sotto la guida di un precettore e un maestro d’armi, apprendono le belle lettere e la scherma, conoscono l’ebbrezza di uno spargimento di sangue.
Non ultime sono le gioie della carne, delle quali tuttavia sarebbe poco opportuno discutere in questa sede.
Una volta compiuti tutti i rituali, i giovani sono spediti in piccoli gruppi nei territori di confine, travagliati da annose dispute, guerricciole e disordini di ogni genere.
In pochi tornano.
Quanti sono catturati vengono resi schiavi, costretti a piegarsi ai desideri disumani dei vincitori, portati in giro come trofei viventi ed esibiti nelle pubbliche piazze.
Fu quanto accadde a mio fratello, spedito in missione non ancora sedicenne e malauguratamente colpito dai dardi infidi della sfortuna.
Non dimenticherò mai il giorno in cui mi resi conto che il fanciullo ostentato come una rara gemma dallo schiavista di turno sotto gli occhi avidi di mille potenziali compratori altri non era che mio fratello, venduto come uno schiavo destinato ai compiti più immorali.
Pertanto, cara sorella, pregate per me, e perché non debba insozzare il mio nome, il mio corpo, e il sacrificio di mio fratello precipitando in una ignominiosa disfatta.

Vostro,
Principe Angelus

*



Re di Terre di Qui saluta Re di Terre che Sta Oltre Grande Distesa di Acqua con Onde Splish Splash.

Noi preso figlio di te, figlio di Re di Terre che Sta Oltre Grande Distesa di Acqua con Onde Splish Splash. Grande onore in cattura figlio di Re. Molto onorevole battaglia ci fu. Sangue ora colora Onde di Grande Distesa di Acqua Splish Splash, che Dio della Distesa di Acqua fece verdieblù. Dio Vento nostro molto soddisfatto. Dio Mare vostro po’ meno.

Noi preso figlio di te, Re di Terre Oltre Grande Distesa. Nostri robavenditori molto interessati vendere figlio di te, Re di Terre Oltre Grande Distesa, per cibo molto tanto e capre e pietre belle per nostre donne. Nostri robacompratori interessati. Robusto è figlio di Re di Terre Oltre Grande Distesa, nostri uomini interessati molto.

Noi ripreso Terra di Falce di Riva vicino Oasi. Re di Terre di Qui dice: nonpiù-interessati in guerra con Re di Terre Oltre Grande Distesa di Onde Splish Splash. Dio Vento sazio. Noi ballato e cantato e posseduto nostre donne e nostri schiavi fino Sorgimento Disco del Sole e mostrato nostre schienedisotto contro Dio Mare battuto da Dio Vento e sparso nostro seme e nostra urina contro Dio Mare battuto da Dio Vento. Noi soddisfatti.

Figlio di Re valore tanto assai. Bello figliolo. Re di Terre di Qui dice: cinqueperdieci vacche buono per onore di figlio di Re. Tutte vacche insieme. No pagamento a ogni ciclo di luna. No vacche vecchie. Scrivi tuo nome in pelle di messaggero se piace scambio.

Re di Terre di Qui saluta Re di Terre che Sta Oltre Grande Distesa di Acqua con Onde Splish Splash.

*



Vostra Maestà,

ho letto nei segni l’approssimarsi di un pericolo tanto grave quando nefasto, poiché nel volo degli uccelli ho potuto distinguere l’incedere pernicioso della cattiva sorte, e nelle viscere degli animali soltanto presagi di sventura. A niente è servito interrogare le sacre ossa. Esse hanno taciuto, se non per rivolgermi antichi insulti da parte degli antenati. A niente è valso interrogare le rune infallibili, se non per vederle comporre motti di scherno.
Mio Signore, ritengo che vostro figlio corra un grave pericolo.
Mio Signore, so che mi risponderete che voglio figlio ha già sperimentato il più grave e luttuoso dei pericoli e che egli ormai si trova al di là di ogni salvezza, ma mi riferisco al vostro secondo figlio, inviato in missione anzitempo e privo della mia protezione magica.
Vostro figlio è stato catturato dai luridi barbari che vivono oltreconfine, bestie depravate dedite al saccheggio e alla distruzione.
Vi prego, permettetemi di recarmi a cercare il giovane principe, onde preservare il suo onore, il rispetto della vostra autorità e della vostra corona, e non ultima la sicurezza della vostra discendenza.
Con l’uso delle mie arti magiche mi renderò poco visibile e sottrarrò il fanciullo dalle grinfie degli zotici invasori.
Se avete di me la stima che avete sempre dichiarato, vi prego di accogliere la mia richiesta, la mia supplica. Troppo importante è per me il prestigio del regno e la vita del giovane principe.

Vostro servo in eterno,
Druido Xanax

*



L’incontro avviene a mensa, nell’ora chiassosa tra l’ultimo servizio del tiggì e l’inizio della telenovela.
Uno porta sulle spalle, a mo’ di mantello, un tappeto di finta volpe tutto tarlato furtivamente sottratto allo studio del Professore. Il volto è completamente nascosto dai capelli, lunghi e arruffati come un immenso batuffolo di polvere annidatosi nel posto sbagliato. Mentre mangia, il muso simmetrico della volpe non vuole saperne di restare fermo sopra la sua testa e penzola ora da un lato ora dall’altro, minacciando di tuffarsi nel minestrone.
L’altro si è avvolto sul petto nudo un lenzuolo drappeggiato ad arte, fermandolo sulla spalla con due grosse mollette da bucato. Se non fosse per il colore rosso intenso a pois arancioni, ne ricaverebbe un’aria di profonda e decrepita dignità.
Il barbaro potrebbe, volendo, mangiare come tutti gli altri, ma bisogna dire che non si sforza più di tanto. Appena seduto, ha contemplato il cucchiaio come fosse un attrezzo alieno, se n’è sbarazzato tirandolo in testa alla regina Cleopatra due posti più in là e si è messo a sorbire il minestrone dal bordo del piatto, con un gran rumore di risucchio e pioggia di brodo e verdurine tutto intorno. Tra uno splish e uno splash, i commensali si sono progressivamente allontanati per salvare quanto resta dei loro pigiami. Solo il druido è rimasto al suo posto dall’altra parte del tavolo.
Spinge via il piatto. Gli è passata la fame.
“Cane Bastardo,” esordisce, “signore delle Terre di Qui. Il mio signore mi manda a contrattare la restituzione del nostro Principe.”
Il barbaro alza gli occhi dal minestrone, compiendo una torsione completa della lingua intorno alla bocca. “Vacche,” dice dopo un po’.
“Cinquanta,” conferma il druido. E indica i presenti con un gesto della mano. “Contale tu stesso.”
Il barbaro sembra raccogliere il suggerimento, ma man mano che passano i secondi e il suo sguardo segue la mandria, una serie di rughe sempre più nutrita compare sulla sua fronte, facendolo assomigliare a un carlino con problemi di digestione.
“Parola di Re Oltre Grande Distesa buona,” concede infine.
Il druido annuisce. Il barbaro si passa un’unghia tra gli incisivi, cercando di acchiappare un pezzettino di sedano.
“Allora, il Principe? Dov’è?” lo incalza il druido.
“Principe resta.”
“Cane Bastardo!”
“Sì?”
“Hai impegnato la tua parola di Re che il Principe sarebbe stato liberato in cambio di cinquanta vacche. Hai le tue vacche. Ora liberalo! Devo riportarlo a suo padre.”
Il barbaro lo contempla senza impressione. “Principe sta dove Principe vuole.” E con ciò tira giù la testa di volpe e solleva la matassa di capelli dalla faccia, mostrando liberamente il volto.
Il druido inorridisce. “Principe!”
“Torna da mio padre,” dice il barbaro che non è barbaro, lasciando ricadere i capelli, “e digli che suo figlio è morto. Le vacche digli che ce le siamo mangiate.” Rimette la testa di volpe al suo posto. “Cane Bastardo parlato.”


*



Al tavolo del personale, il giro di scommesse giornaliero procede fin dalla mattina. I primi a montare il turno aggiornano il tabellone segreto delle quotazioni e aggiornano i colleghi sulla situazione. Il 25 e il 26 dominano le classifiche da veri purosangue. Fino ad ora, non hanno fatto perdere un solo punto agli agguerriti scommettitori.
Ancora seduti davanti ad una necessariamente prolungata tazza di caffè, due infermieri con le gambe allungate sotto il tavolo e l’aria di desiderare un secchiello di pop-corn osservano lo scambio diplomatico tra il druido e il principe-diventato-barbaro.
“Tu lo immaginavi che il principe si sarebbe unito ai barbari?” dice uno dei due, sulla trentina, con gli occhi pesti di chi ha fatto un turno di notte di troppo.
“No,” risponde l’altro, leggermente più giovane, con un velo di ciccia che in qualche modo riesce a tradire una recente prima giovinezza condita da birra, musica metal e intense sessioni di D&D. Il mondo esterno lo bollerebbe come uno sfigato, qui dentro non soltanto è l’impiegato del mese, ma anche, incredibilment,e piuttosto popolare tra le infermerie. Misteri. “Cioè, pensavo che il re avrebbe pagato il riscatto e il principe sarebbe tornato a casa… aspetta, controllo una cosa.”
L’infermiere paffutello prende un’agenda sbertucciata e inizia a sfogliarne le pagine macchiate e coperte da fitti scarabocchi. Una pagina è coperta da disegni isometrici e svolgimenti piani di dadi a 10 e 20 facce, un’altra da bozzetti di quella che sembra un’elfa guerriera dalla pelle scura.
“Ecco,” prosegue, “l’anno scorso hanno iniziato questa trama, ma non l’hanno finita. Eravamo rimasti proprio all’armistizio tra il re delle terre di qui e i barbari. Invece la faccenda delle beghe di condominio è una ripetizione con qualche aggiunta. Evidentemente gli piace.”
L’infermiere con gli occhi da panda annuisce, accendendosi la prima di molte sigarette.
“Sì, è una specie di cosa ricorrente. Magari qualcuno di questi è esistito davvero, che ne sai. Be’, magari Sherlock Holmes no.”
Il paffutello, che si chiama Travis, sfoglia qualche altra pagina, coperta di numeri e statistiche.
“In genere scrivono una decina di lettere al giorno… giusto?”
L’altro, che fa di nome Rosario – detto Ross e guai a chi lo chiama Rosy – ed è indubbiamente di origini sud-italiane, tira forte dalla sigaretta e annuisce.
“Sì, una decina, più o meno. A volte anche quindici, a volte sei o sette soltanto. Chissà se rivedremo mai il paleontologo sfigato, aveva verve.”
Travis consulta un indice per argomenti pieno di frecce, rimandi e numeri di pagina.
“È comparso una sola volta… se calcoliamo la media di apparizioni per ogni personaggio o sua derivazione… direi che potrebbe ricomparire più o meno in qualsiasi momento da qui a un mese. Hai notato che alcuni personaggi fanno una sorta di giro obbligato? La lite di condominio viene sempre prima di Sherlock Holmes, ma mai dopo il fanatico religioso.”
“Già,” ribatte l’altro, spegnendo la sigaretta con evidente malavoglia. “Andiamo, va’, è ora di rimontare…”
Travis mette via l’agenda con gran cura e si liscia il camice sulla pancia.
“Sì, è ora di farli rientrare per il sonnellino pomeridiano.”
Sullo sfondo, il barbaro e il druido si allontanano in direzioni opposte, terminate le rispettive missioni diplomatiche.


*



Saggio Druido Xanax,

mi risolvo a scrivervi perché ogni altra speranza mi ha abbandonato. Voi siete l’unico che può aiutarmi. La mia vita è nelle vostre mani.
Come vi scrissi, la settimana scorsa mi sono recato alla Montagna del Drago Nero per porre fine alla minaccia della tremenda bestia che angariava le nostre terre. Non ero solo: mi accompagnavano Imperius, un paladino legale buono, Kiznak, uno stregone mezzo-celestiale con 50 punti carisma, e Gessica, una ladra halfling con 20 punti all’abilità Giocoliere – tutti compagni di provata amicizia e coraggio e bravura senza pari. Insieme ci intrufolammo nella tana del drago, e lo trovammo miracolosamente addormentato sulle immense ricchezze accumulate nei secoli.
Gessica, accecata dallo splendore dei diamanti grossi come manghi, si lanciò sul cumulo di tesori e cominciò a insaccarne quanti più possibile nella sua bisaccia, procurando l’esclamazione sdegnata di Imperius. La regola del suo ordine, infatti, vietava il furto come una delle tre nefandezze supreme. (Vi chiederete forse, saggio Druido, come Imperius e Gessica abbiano potuto compiere insieme tante prodezze, se di regola l’uno non dovrebbe tollerare l’altra. La verità, e non molti lo sanno, è che Imperius era un barbaro prima di diventare paladino. Fino allo sfortunato incidente, siamo sempre riusciti a convincerlo che il re della mitica Oasi Perduta, la principessa del Regno dell’Oriente Vizioso, il Presidente della Lega degli Intagliatori di Diamanti e così via avevano tutti lasciato un post-it vicino ai loro tesori con su scritto “Per beneficenza”.)
Ma lasciate che termini il mio triste racconto. Il drago si svegliò mentre Gessica faceva volteggiare sei diamanti nell’aria e si apprestava ad aggiungerne un settimo prendendolo, con un piede, dal mucchio vicino alla narice destra della bestia. Non saprei dire se la causa sia stata l’esclamazione tonante di Imperius o il fatto che Gessica, incautamente, gli ficcò la gamba fino al ginocchio nella cavità nasale; ad ogni modo, il drago espulse una fiammata che arrostì la povera Gessica sul posto, vanificando anni e anni di addestramento giocolieratorio e ottantacinque sessioni di gioco.
La lotta fu durissima, santo druido. Imperius e Kiznak subirono a loro volta il triste destino di Jessica, ma posso affermare che caddero da eroi, battendosi fino all’ultimo respiro. Imperius perì infine per le ferite, una morte lenta e straziante, peggiorata dal fatto che il drago gli calpestò – inavvertitamente, credo – l’inguine con un artiglio puntuto. Kiznak, purtroppo, in virtù del suo sproporzionato... carisma suscitò le attenzioni del drago e subì una sorte peggiore della morte, per sei o sette ore. Prima di morire, naturalmente.
Quanto a me, sono riuscito a rifugiarmi in un angolo della caverna del drago. E giungo infine al motivo per cui vi scrivo, o illuminato capo della nostra congrega, su carta riciclata da foglie di quercia ammuffite con inchiostro ricavato da una mistura del mio stesso sangue e guano di drago (perdonate l’aroma): affiderò questa mia missiva al mio piccione addestrato, Fry, che ve la porterà in tutta fretta.
Il mio dilemma è questo, o potentissimo: il drago è di nuovo profondamente addormentato di fronte all’ingresso della caverna. Secondo voi, dovrei lanciare un d20 per una prova di Movimento Furtivo, tentendo conto che la mia abilità Movimento Furtivo è solo a 5 punti e a memoria d’uomo non mi è mai riuscito di superare una prova che fosse una? O dovrei piuttosto tentare di trasformarmi in uno stercorario e fuggire così dalle grinfie della bestia?
Attendo con impazienza la vostra risposta, o saggio padre.

Druido Falstaff

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Ciao Falstaff75,

la tua richiesta di supporto è stata messa in coda. Il primo moderatore disponibile ti risponderà quanto prima. Intanto, continua pure a giocare a D&D Online. Questa è una risposta automatica, per favore non rispondere a questa mail, poiché l’indirizzo non è monitorato. Per ulteriore assistenza, per favore contatta i moderatori nel forum.

D&D Online

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Falstaff75, questa è l’ultima minchiata che fai nel MIO gioco sul MIO server, chiaro? Chi ti ha detto di iniziare a fare god-modding come se non ci fosse un domani? Uccidere tre personaggi senza neanche chiedere il permesso agli altri giocatori? E ovviamente si salva soltanto il tuo? Spero che quello nel tuo nick non sia il tuo anno di nascita né la tua età, perché veramente pensavo che soltanto i niubbi più niubbi facessero queste cose.Ora, visto che io sono il mod della tua sezione e che non mi sono ancora dimenticato del flame rovente di tre anni fa sul forum di Magic:The Gathering e di tutto il casino che avevi montato con i tuoi amichetti e i loro Black Lotus disegnati con i pennarelli dei bambini, vedi un po’ di fare attenzione ed evita di farla fuori dal vasetto, perché a differenza di MTG, qui io ho il POTERE di farti bannare dall’intero sito, se prosegui con questo comportamento scorretto e infantile. Inoltre, se non sei ancora convinto, ho da parte salvati i file di quando il tuo (perché era il tuo) troll ha inondato il forum delle ‘Knitting Grannies’ con tentacle-porn.
In sostanza, ti tengo per le palle che non hai.
Spero che il messaggio sia forte e chiaro.

Golgoth – MOD di D&D Online

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Golgoth,

non ero sicura se scriverti questa mail o no, e alla fine ho deciso di sì. Forse la prenderai male, forse no. Non lo so. Non mi interessa. La verità è che mi sono stancata di aspettare.
Giochiamo da cinque anni, e non me l’hai mai chiesto. Mai, neanche una volta, mi hai fatto intuire che magari ci stavi pensando, che l’idea ti aveva sfiorato. Cinque anni, Golgoth, e siamo ancora al punto di partenza. Come mi dovrei sentire, secondo te? Te lo sei chiesto?
Certo, quella volta mi hai detto che mi amavi, e io ti ho creduto. Ma il giorno dopo era tutto come prima, come se non fosse successo niente. Abbiamo completato la missione nel labirinto dei minotauri e non mi hai detto una parola di più del solito. Guardiamo in faccia la realtà: non abbiamo fatto un passo in nessuna direzione.
Alinna dice che dovrei darti tempo, che la tua natura è riflessiva e non prendi decisioni avventate. Ma di tempo mi sembra di avertene già dato abbastanza. Cinque anni! E non so neanche che faccia hai.
Questa è la prima e ultima volta che te lo dico, Golgoth. Ho bisogno di certezze. Non posso più continuare in questa maniera, aspettando che tu ti svegli e ti ricordi che esisto.
Penso che dovremmo sposarci. Penso che sia arrivato il momento. Le mezzelfe sono donne robuste e coi piedi per terra, non abbiamo grilli per la testa con le nostre cugine elfe, siamo concrete e guardiamo al futuro. Sarò una brava moglie, e i nostri figli saranno forti e sani e vivranno a lungo. Sono sicura che il primo sarà un maschio e sarà bello e forte come suo padre.
Ma se non vuoi tutto questo, non cercarmi più. Dimenticami, fingi che io sia morta. Cambierò piattaforma e non ci rivedremo più, Golgoth, mai più.
Pensaci, ti prego. Pensaci seriamente. Non voglio perderti.

La tua bimba dalle orecchie a punta,
Guiderdonia

*



Guiderdonia,

anzi, forse a questo punto dovrei chiamarti con il tuo vero nome, che è altrettanto bello e delicato. Incoronata, mia bimba con le orecchie a punta, non ti ho mai voluto confessare i miei sentimenti. Non perché questi non ci fossero, ma perché pensavo che fosse meglio per te. Cinque anni fa, i nostri destini si sono incrociati per la prima volta, mentre tu, mezz’elfa caotica neutrale, rischiavi di morire per mano di un fetido troll. All’epoca il mio personaggio – te lo ricordi, il mago legale buono? – ti salvò la vita all’ultimo momento e non ci separammo mai più.
Ah, Incoronata, non avevi neanche 18 anni quando ci siamo conosciuti e non sai per quanto tempo ho dovuto fare appello a tutto il mio autocontrollo, soprattutto dopo aver visto la foto che mi mandasti, ricordi? Quella del cosplay al Lucca Comics, eri l’elfa più bella dell’intero gruppo. E pensare che quell’anno ero anche io alla fiera! Ma ancora non ci conoscevamo e quindi, anche se lo escludo, il pensiero che avremmo potuto incrociarci senza riconoscerci mi turba profondamente. D’altra parte, sono sicuro che se ti avessi visto veramente in tutta la tua gloria non avrei potuto che sentire un brivido di familiarità.
Ma queste sono solo parole, e io non voglio che esprimerti il mio sincero sentimento. Da mago a elfa... Guiderdonia Incoronata... vuoi tu sposarmi sotto la Grande Quercia all’ultimo quarto di luna?

Con il cuore in mano, tuo,
Golgoth/Gaetano

*



Da: DrSpockRlz
A: Golgoth
Oggetto: Matrimonio

Data Astrale: 185830.2


Golgoth Gaetano cha’Antonio,

l’ira, e con essa le secrezioni nocive che negli umani generano ansia e malumore, pervade ogni cellula del mio corpo. Ho meditato per otto ore nella mia cabina su Star Trek Online, ma non sono riuscito a trovare risposta al mio dilemma. Ne deduco che essa non è logica, poiché, se lo fosse, otto ore di intensa meditazione avrebbero certamente prodotto come risultato la sua scoperta.
Come è potuto accadere, mi sono domandato, che una giovane donna matura e assennata come Guiderdonia Incoronata ti scegliesse come suo promesso sposo? Le convenzioni terrestri non prevedono che i fidanzati siano scelti dai genitori nella prima infanzia, come accade su Vulcano, né alcun legame telepatico era stato istituito tra di voi; e ancora, sebbene alcuni rituali terrestri possano assomigliare al nostro “tempo dell’accoppiamento”, è da escludere che tu, un umano, sia entrato nel pon farr e le vostre menti siano dunque state attratte irresistibilmente l’una verso l’altra.
Com’è potuto accadere? Com’è potuto accadere?
Ho analizzato la cosa da un punto di vista logico. Io sarei stato un candidato ben migliore da ogni punto di vista. Maggiore forza, maggiore prestanza fisica, più alto quoziente intellettivo, migliori prospettive lavorative, più sviluppato senso dell’igiene. L’unico metro di confronto che sancirebbe una tua eventuale vittoria sarebbe la capacità e bravura nel gioco di D&D. Ammetto che nessuno dei miei trentadue personaggi ha mai superato il livello cinque, e che la durata della loro vita media è di dodici virgola cinque giorni, mentre il tuo mago legale buono ha raggiunto il livello cinquanta e governa adesso l’intera provincia di CrazKrak. Ma mi riesce alquanto difficile credere che questo sia un parametro proficuo per la scelta di un compagno di vita.
Non posso che ritenere che la decisione di Guiderdonia Incoronata sia stata presa sulla base di un’emozione tipicamente umana e illogica, e in quanto tale, con alta probabilità, passeggera. All’esaurirsi di questo inaffidabile sentimento di natura ormonale, Guiderdonia si volgerà verso un compagno più adatto, logicamente più dotato e meglio attrezzato a soddisfare i suoi bisogni.
Ti scrivo, Golgoth Gaetano cha’Antonio, solo per farti sapere che quel giorno io sarò lì.

Lunga vita e prosperità,
Spock XTMPRSQZNTWLFB cha’Sarek

*



Maour,

io devo andare a dormire prima che mio padre mi lanci una pantofola, quindi ti lascio un messaggio per quando torni online.
Vedi che ho cancellato il flame di Spockcoso, ovviamente prima salvando la pagina e facendone degli screencap. Te li allego. Eventualmente contattiamo il C.I.C.C.I.A. per vedere se sto tizio ha rotto le scatole da altre parti o ha degli alias o che so io.
Ho mandato un messaggio a Golgoth dicendogli che sul suo forum sarà pure Dio ma sul nostro governiamo NOI con le nostre leggi, quindi si astenesse dal replicare pubblicamente e guadagnerà se non il nostro rispetto almeno la nostra tolleranza. Se supera il limite è fuori pure lui, perché come nerd flammaroli bastiamo io e te, scusa tanto XD.
Gli ho detto pure che al contrario del suo gioco, il “nostro” ha soltanto due regole ben in vista – a) non rompere i maroni, b) fai quello che ti pare e non scocciare – quindi insomma, se questo gli causa qualche problema, affari suoi.
Tra l’altro, l’aveva chiesto a te il permesso di spammare la sua comunità per matrimoni in-character? Perché sinceramente quelle partecipazioni per il suo matrimonio con tale Guiderdonia mi sono sembrate un filo... uhm... folli?
Vabbè.
Vedi che quando torni dobbiamo assolutamente scrivere, altrimenti terribili anatemi si abbatteranno su di noi. Oggi ho scritto solo 25 parole, è un record (negativo).

Miagolando sola e sconsolata,
Maour

*



Maour,

mi sono svegliata ora, ma dove sei? A pranzo? Comunque, ho scritto due righe culo-griglianti a Mr. Spock, te le incollo sotto e mi fai sapere che ne pensi. Secondo me non solo è un fake, ma è CHIARAMENTE una delle pazze che sappiamo noi. Voglio dire, CRAZKRAK. Crazy Crack. Sono LORO, le tre dell’Avemaria: Spock sarà Panzerottina85, e Golgoth e l’altra saranno Edduccio e Bellabella (in rigoroso ordine sparso, boh).
Magari vediamo se ci possiamo procurare qualche indirizzo IP e facciamo un confronto? Anche se mi sa che le stronze non ne hanno lasciati in giro. E sì, questa è assolutamente cosa da C.I.C.C.I.A. (A proposito di ciccia, hai parlato con l’womo o è ancora in vacanza in Uzbekistan?)
Quanto a Golgoth, hai fatto bene. Non ho capito che problemi mentali ha, ma la cosa sicura è che ha scassato la minchia. Se continua parte il ban e ciao ciao ai suoi papponi pornofantasy da vecchio rattuso pedopervertito. Ci guadagniamo tutti.
A me non ha chiesto niente. Era mercoledì e si è attaccato all’allegro trenino, e appena risponde gli grigliamo il culo parte seconda. Mica siamo un sito di appuntamenti, eccheccazzo.(Comunque, se serve, ho il suo contatto MSN.)
Io ho scritto la bellezza di parole cento, ma ne ho cancellate quasi trecento di ieri che mi facevano schifo. Vado a pranzo pure io che mia madre urla. A dopo, su Fiffi.

Maour

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>>>>>>Seconda Parte>>>>>

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